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Alla richiesta: "Chi ha inventato il gelato?" possiamo rispondere parafrasando la risposta data da Ulisse a Polifemo: "Nessuno"! Preferiamo ipotizzare e disegnare la nascita del nostro gelato nella lontana notte dei tempi come della fresca neve addolcita con del miele e profumata con dei succhi di frutta in una vecchia coppa di legno o di terracotta. Quale più fresca delizia nei momenti di calura! Il piacere sarà stato per gli uomini di allora quello che ci offre oggi un buon gelato artigianale. È noto che le grandi civiltà cinesi conoscevano già 3000 anni addietro la produzione del freddo e con essa la conservazione degli alimenti. Un notevole passo in avanti avvenne quando, alla fine del IX secolo, gli Arabi occuparono la Sicilia e l'Andalusia. Dobbiamo ricordare che furono gli Arabi ad insegnarci la cultura della canna da zucchero e che solo per mezzo di questo tipo di zucchero si rese possibile realizzare un primo esempio di "qualcosa" di ghiacciato ad una certa consistenza. Gli Arabi conoscevano il sorbetto (sharbat: termine arabo) che, sappiamo oggi, era un composto di succhi di frutta, erbe, petali di fiori, tuberi e zucchero portato a cottura con acqua, reso denso per concentrazione come uno sciroppo e raffreddato in modo che lo zucchero permettesse di "candire il vegetale e di conservarlo" come raccontano i testi.
Altro passo in avanti nel Cinque-Seicento, quindi all'inizio del Rinascimento, nella Firenze medicea, dove Bernardo Buontalenti, "uomo di sagacissimo intendimento e nominatissimo per ingegno" creò nella città le prime "ghiacciaie" per la conservazione di neve e ghiaccio, che avevano doppia funzione: una fisiologica, quindi il piacere di raffreddare bevande e cibi, ed una merceologica e tecnologica, ossia il ghiaccio per la conservazione dei generi deperibili. Il sorbetto lascia quindi l'Italia, suo paese d'elezione, e si diffonde in Francia, da dove continuerà il suo cammino verso i paesi centrali e settentrionali dell'Europa e l'Inghilterra. Sarà poi da questo paese a varcare l'Atlantico per approdare nel Nuovo Mondo sempre per opera di italiani. Tra questi non va dimenticato un giovane siciliano di Palermo, Francesco Procopio dei Coltelli, che nel 1686 crea a Parigi un esercizio pubblico nelle immediate vicinanze della famosa "Commedie Francaise", il "Café Procope" dove si serve caffé ghiacciato, sorbetti di frutta e di creme, fior d'anice e di cannella, francipane ed altre specialità siciliane. La fama di "più celebre Caffé letterario d'Europa" deriva dal fatto che i suoi clienti non erano soltanto gli attori e le attrici della Commedie Francaise, i bagarini, i claqueurs, i perditempo, i trovarobe, ma soprattutto degli intellettuali, scrittori, filosofi, letterati, drammaturghi, musicisti, militari tra cui Buffon, Rousseau, Voltair, Balzac, Victor Hugo, Diderot, D'Alembert, Gorge Sand, De Mousset, il Dottor Guillotin che regalò alla Francia la ghigliottina, il tenente Bornaparte che una sera lasciò in pegno il suo Bicorno per non avere avuto il denaro necessario a pagare le consumazioni offerte ai suoi amici... Il "Café Procope" esiste ancora, anche se non più esercente la brillante attività che le diede lustro in tutta Europa. |